♧ arborCRESCITA E MECCANICALaboratorio avanzato →BASE 02

PARTIAMO DA POCHE REGOLE

La regolarità non è un’istruzione.

Crescono fusto e rami. Attiva un meccanismo alla volta e osserva cosa cambia.

CRESCITA LOCALE + MECCANICA
Le direzioni dei nuovi rami non sono speculari.
Chioma illustrativa sui nodi con foglie attive.
Rami solidi; tratteggio ambra = deformazione lineare.
Segmenti
Altezza · m
Riserva libera · kg C
Indice di eccentricità*
Diametro basale del fusto · cm
Tensione massima · MPa
Fattore di carico critico
Momento all’ancoraggio · N·m

La chioma è disegnata con gruppi di foglie, ispirati a un pioppo dalla fronda piena. La densità grafica è illustrativa: area fogliare, peso e acquisizione di carbonio restano quelli del modello. I nodi che perdono le foglie non conservano una chioma decorativa.

Ogni interruttore ha un significato preciso.

La crescita primaria aggiunge segmenti agli apici del fusto e dei rami. Entrambi seguono le stesse regole locali e competono per le risorse. Non imponiamo un fusto verticale o un’alternanza dei rami. Il primo asse è chiamato fusto per identificarlo, non perché riceva una direzione privilegiata. La luce locale regola l’acquisizione di carbonio; ogni incremento di legno e ogni nuova foglia hanno un costo. Le risorse accantonate per un apice non possono essere spese due volte.

Ispessimento: nuovi strati accrescono il raggio di ogni segmento; aumentano la rigidezza ma anche il peso. Gravità: il peso del legno fresco e delle foglie produce forze verso il basso. È distinta dalla preferenza dei nuovi germogli verso l’alto. Vento: forza laterale costante, qui diretta verso destra. Radici: il terreno trattiene le traslazioni, mentre la base può ruotare contro una molla; rigidezza e soglia crescono con la massa radicale, la cui costruzione consuma risorse. Con l’interruttore spento si assume una base perfettamente incastrata, non l’assenza di radici.

Legno di reazione: gli strati appena aggiunti possono cambiare la curvatura intrinseca e opporsi alla deviazione dalla postura iniziale locale. Questa è una chiusura semplificata, non un modello completo di maturazione. Se l’ispessimento è spento, il legno di reazione non può agire. Non raddrizza automaticamente tutti i rami in verticale.

Quando il modello prevede un cedimento: vengono controllati superamento della soglia del materiale, instabilità elastica sotto carico e cedimento dell’ancoraggio. Il punto critico è evidenziato in rosso. Una deformazione troppo grande arresta invece la prova come limite del calcolo, senza dichiarare un crollo. La caduta successiva non è integrata dinamicamente: il sito mostra l’istante di soglia, non una traiettoria fisica di caduta.

Il calcolo usa travi piane omogenee, piccole deformazioni e carichi nodali. L’analisi di instabilità è lineare con compressione media per segmento. Lo scenario è esplorativo: non sono ancora inclusi grandi spostamenti, raffiche, radici ramificate nel terreno, anisotropia o dati calibrati di una specie. Le direzioni di crescita usano la geometria di riferimento; non vengono ancora aggiornate sulla configurazione deformata. È possibile confrontare i moduli, ma non interpretare i valori come previsione per un albero reale.

* L’indice è il valore assoluto della posizione orizzontale media dei nodi, diviso per la loro massima distanza orizzontale dalla radice. È un indicatore di eccentricità rispetto alla radice, non una misura completa di simmetria, bellezza o equilibrio meccanico. Nessuna regola usa questo indice per correggere la crescita.

Fonti per i meccanismi: ancoraggio radicale (2019); funzioni meccaniche del legno (2019); Bastien et al. (2013), postura e gravitropismo; Hayat et al. (2017), limiti di sorgente e pozzo. Scarica il modello esatto in JavaScript.