Baghdad, X secolo. L’aristotelico Abū Bišr Mattā e il grammatico al-Sīrāfī discutono: la logica esprime regole universali del pensiero oppure dipende dalla struttura di una lingua?
Mi inserisco idealmente nella discussione e aggiungo: e se anche la logica, come ogni altra forma di pensiero, dipendesse dalla struttura fisiologica del nostro cervello?
Se fosse così, come potremmo capirlo? «A system cannot jump outside itself»: è davvero un limite invalicabile?
Le intelligenze artificiali potrebbero offrirci un punto di osservazione esterno e aiutarci a comprenderlo? Oppure, formandosi sul nostro linguaggio, finiranno per ereditare lo stesso limite?
Una riflessione a margine?
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